Il Sole 24 Ore 21 settembre 2007

 

Presentato il quaderno bianco sulla scuola. Prodi: «Rilanciare la formazione tecnica e scientifica»

 
 

di Claudio Tucci

 
     
 

Migliora la quantità di istruzione, ma non la qualità della scuola italiana. Grave il ritardo, comparato sul piano internazionale, degli studenti italiani nei livelli sia di conoscenza, sia di competenza, nella capacità di utilizzare conoscenze e abilità in contesti specifici che caratterizzano le condizioni di vita odierne. E non va meglio sul fronte della spesa, dove si è andata consolidando una situazione in cui a retribuzioni degli insegnanti più basse e meno premianti di quelle di altri paesi, si accompagna una spesa per studente più elevata, anche se la percentuale del Pil dedicata all'istruzione è inferiore alla media dei paesi industrializzati. Una seria programmazione di medio-lungo periodo degli organici, oltre che la costruzione di un sistema nazionale di valutazione incentrato sull'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione (Invalsi) sono le terapie indicate per risolvere i problemi della scuola italiana. È questa, in sintesi, la fotografia che emerge dal "Quaderno bianco per la scuola", il documento, presentato a Roma, dove esperti dei ministeri dell'Istruzione e dell'Economia hanno effettuato una ricognizione sulla situazione dell'istruzione in Italia, per evidenziarne pregi e criticità e per prefigurare scenari di sviluppo e possibili soluzioni ai problemi evidenziati.

Per il premier Romano Prodi il Quaderno è uno strumento di grandissima utilità: «Serve a darci un profilo per una politica che duri a lungo, per vent'anni. Possiamo dunque avere obiettivi di lungo termine, possiamo individuare risorse, strumenti e decisioni politiche in modo che la scuola possa avere una strategia di lungo periodo». Secondo Prodi alla scuola spetta anche il compito di rilanciare la produttività del Paese attraverso la formazione scientifica e tecnica. Altrimenti, avverte, «il Paese non reggerà la competitività dell'economia di domani». Sul problema del precariato il premier ha sottolineato come «solo con una strategia di lungo periodo, noi potremo chiudere il precariato e non riaprirlo». Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni ha assicurato che sarà risolto il problema dei precari, tutti assunti entro cinque anni: «Entro cinque anni - ha detto - stabilizzeremo tutti coloro che oggi sono nelle graduatorie ad esaurimento».

Il quaderno evidenzia, in primo luogo, la necessità di costruire una programmazione di medio-lungo periodo degli organici, destinata a superare l'epoca del precariato degli insegnanti e dell'incertezza degli studenti e promuova l'uso efficiente e la riallocazione delle risorse pubbliche. Si tratta, spiegano dal ministero dell'Istruzione, di valutare, regione per regione, le tendenze demografiche della popolazione studentesca, i risultati già conseguiti nell'organizzazione della rete e nella tipologia dei servizi erogati, la natura degli interventi infrastrutturali, di formazione, di organizzazione necessari per rendere la rete più adeguata ed efficiente. Entro l'anno scolastico 2011/2012, in un quadro tendenziale, fanno sapere da viale Trastevere, si dovrebbero reclutare fra 70 e 90mila nuovi insegnanti, contribuendo sostanzialmente a superare il meccanismo delle graduatorie a esaurimento. Tale cifra salirebbe a 170/220mila entro il 2016/17, con una forchetta che si va ampliando nel tempo, rendendo, quindi, possibile, a 15 anni da oggi, il rinnovamento tra il 34 e il 44% dell'intero corpo docente.

L'altro requisito indispensabile indicato dal documento per intraprendere un sentiero stabile di miglioramento della qualità della scuola è la costruzione di un sistema di valutazione nazionale, incentrato sull'Invalsi. Si propone, spiegano dal ministero dell'Istruzione, di avviare, a un tempo, una rilevazione nazionale, annuale, di alto livello tecnico, diffusamente condivisa, dei livelli di apprendimento degli studenti e dei loro progressi e, assieme, un programma permanente di supporto alle scuole per l'analisi e l'utilizzo della valutazione e per l'elaborazione di diagnosi valutative di scuola.

 

 
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