Corriere della Sera
 
17/11/2005
 
     
 
Anche economisti fra i firmatari
 
 
 
 
Giovani senza maestri
 
     
 
MILANO - L'idea è nata al Meeting ciellino di Rimini, durante la presentazione de Il rischio educativo (Rizzoli) di Don Giussani. Ed è cresciuta fino a comprendere intellettuali e personalità delle più varie sensibilità politiche, tanti cattolici ma anche laici come Fabio Roversi Monaco. Una sessantina di firme in calce a un appello che ha per titolo una frase di Giussani, «se ci fosse una educazione del popolo, tutti starebbero meglio».
L'Italia, si legge, «è attraversata da una grande emergenza» che non è anzitutto quella politica o economica ma «si chiama "educazione"». I toni sono preoccupati, «non è solo un problema di istruzione o avviamento al lavoro. Sta accadendo una cosa che non era mai accaduta prima: è in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli». È diventato normale pensare che «tutto è uguale», vivere come se «la verità non esistesse».
Di più: l'«incertezza» dei ragazzi «è figlia di una cultura che ha sistematicamente demolito le condizioni e i luoghi stessi dell'educazione: famiglia, scuola, Chiesa».
Tra i firmatari il presidente di Banca Intesa Giovanni Bazoli, docenti come Giulio Sapelli e Stefano Zamagni, il vicedirettore del Corriere Magdi Allam, i direttori Dino Boffo (Avvenire), Maurizio Belpietro (Il Giornale), Franco Bechis (Il Tempo), Ferruccio de Bortoli (Il Sole 24Ore), Giuliano Ferrara (Il Foglio), Antonio Polito (Il Riformista), Giancarlo Mazzuca (Qn), Mauro Mazza (Tg2), Carlo Rossella (Tg5), Paolo Liguori (Tgcom) e il vicedirettore di Libero Renato Farina.
Per tutti «ne va del nostro futuro. Rischia di crescere una generazione di ragazzi che si sentono senza padri e senza maestri».
 
     
   
     
 
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