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Stretta del ministero dell'istruzione sui cedolini informatici. La scuola, con il suo milione di dipendenti, è il settore più nutrito della p.a. ed è ad oggi quello che ha fatto registrare in proporzione il tasso più alto di adesione all'invio on-line della busta paga.
A metà aprile, dopo quattro mesi dalla partenza del progetto, il Miur ha infatti registrato oltre 485 mila adesioni. Quasi vicini, dunque, alla metà dei consensi.
I più solerti sono stati gli insegnanti, quasi a quota 350 mila. Ma non basta, perché entro fine 2006 obbligatoriamente tutti i dipendenti dovranno passare dall'invio cartaceo a quello informatico degli estremi della propria busta paga.
A ricordarlo è lo stesso dicastero di viale Trastevere che con una nota inviata alle scuole (protocollo n. 1476) ha ribadito la necessità che ogni lavoratore abbia la sua casella postale sul dominio istruzione.it.
È infatti attraverso l'e-mail dell'istruzione che avviene ogni mese la visualizzazione del proprio stipendio, in anticipo di una quindicina di giorni rispetto all'invio cartaceo.
"Ad oggi è ancora attiva la fase di parallelo fra documento cartaceo e documento elettronico", spiega Alessandro Musumeci, direttore generale dei servizi informatici del Miur, "ma dal 2007 tutti saremo tenuti al solo invio informatico, ed è dunque opportuno dotarsi dell'apposita casella e-mail, utilizzando le procedure di registrazione disponibili sui siti intranet/internet del ministero".
Secondo le stime del dicastero, l'innovazione consentirà a regime di risparmiare oltre 10 milioni di euro l'anno, nonché 500 tonnellate di carta, pari a 80 ettari di bosco. È come se ogni anno fosse salvato il verde di un'intera Villa Borghese a Roma. |
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