San Giuliano. Un bis della scuola araba di via Quaranta a Milano? Assolutamente no. A San Giuliano la parola d'ordine è convivenza. Da due settimane circa cinquanta bambini ogni sabato mattina si recano ordinati nelle classi della scuola elementare Montessori, nella centrale piazza Italia: lì li attendono diverse ore di arabo. I bimbi in questione sono figli dei tanti egiziani, marocchini e tunisini residenti in città: sono ragazzini come gli altri, con le loro cartelle colorate e gli zaini pieni di cose. Solo che non vogliono perdere le radici dei loro genitori e da quindici giorni frequentano diligentemente un corso integrativo di cultura e lingua araba organizzato da Sabil. Tutto secondo la legge. Vale a dire che i cinquanta bambini frequentano normalmente le scuole pubbliche sangiulianesi durante la settimana (molti sono della Montessori) e che i loro genitori hanno trovato un accordo con il comune e con l'istituto scolastico per trovare una sede adatta all'insegnamento. Sabil, l'associazione culturale araba presieduta dall'egiziano Mokdhat Shahat - che è anche presidente della consulta multiculturale a San Giuliano - si è mossa nel pieno rispetto delle autorità: ce lo confermano gli insegnanti della Montessori, l'istituto diretto da Giovanna Capelli. «Quando abbiamo discusso la questione nel corso del consiglio di istituto - racconta uno dei docenti al «Cittadino» - c'è stata totale unanimità nell'accogliere la richiesta dell'associazione che si è fatta garante per l'incolumità degli alunni e la cura degli oggetti nelle classi durante le ore di lezione di arabo».Tre le classi a disposizione per un numero di bambini che varia dai 40 ai 50: «La scelta del sabato non ha creato alcun scompiglio nella scuola - spiegano ancora dalla Montessori - poiché i bidelli sono presenti e noi insegnanti abbiamo ritenuto giusto non far perdere a questi bambini le proprie radici. Pensiamo sia doveroso manifestare un'apertura mentale nei confronti di una comunità che sino ad oggi non ha dato alcun fastidio alla scuola, anzi ha cercato di collaborare. Lo spirito è quello di una pacifica e democratica convivenza». Parole chiare, espresse all'unanimità dal consiglio d'istituto e che l'associazione Sabil ha accolto con soddisfazione: dopo una prima esperienza in alcuni locali dati in uso dal comune, la collocazione del corso di arabo nella scuola elementare frequentata dai bambini è parsa la più corretta.
L'attività integrativa del pomeriggio è completamente autogestita da Sabil e dalle donne dell'associazione che si stanno impegnando per insegnare i difficili rudimenti della lingua araba e della cultura tradizionale ai ragazzini. Se la scuola araba, a due settimane dalla sua apertura in piazza Italia, non ha creato tensioni, qualche problema in più lo dà invece la sede di Sabil in via Menotti Serrati, che di venerdì è frequentata da centinaia di fedeli per la tradizionale preghiera di mezzogiorno.